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Settembre 27, 2020

Differenza tra Marijuana o erba legale e Marijuana illegale

Qual’è la differenza tra Marijuana o erba legale e Marijuana illegale in Italia?

Cerchiamo una volta per tutte di chiarire questa domanda che ancora molti si pongono, per iniziare vogliamo dirvi che se una sostanza è illegale in Italia un motivo ci sarà, in questo caso la sostanza si chiama THC, nella marijuana illegale è presente un’alta concentrazione di THC, sostanza psicotropa che interagisce sulle funzioni del cervello. Mentre nella marijuana o erba legale la concentrazione di THC è molto bassa, raggiunge un massimo dello 0.4%, ma possiede un un’alta concentrazione di un altra sostanza detta CBD.

Il CBD a differenza del THC non da effetti “stupefacenti” e non reca dipendenza.

Attenzione però, il CBD è presente anche nella marijuana illegale in Italia, per rendere tutto più chiaro bisogna prima parlare delle tipologie di marijuana o cannabis esistenti, il genere Cannabis è oggi distribuito in tutto il mondo.

La Cannabis che viene coltivata per l’estrazione della fibra e dei semi viene denominata comunemente Canapa,

Mentre quella coltivata per le proprietà presenti nelle infiorescenze detta Cannabis o Marijuana chiamata anche “erba” o “gangia”. Le due grandi famiglie sono la Cannabis dell’Est Asiatico e quella Europea. Facciamo un po di chiarezza sulla classificazione tassonomica del genere Cannabis, le prime classificazioni botaniche risalgono al XVIII secolo tempi dell’Illuminismo. Il botanico Carl Linnaeus (1707 –1778), considera l’intero genere Cannabis come una singola specie, la Cannabis sativa L.

Un altro botanico Jean-Baptiste de Lamarck (1744 –1829), definì le differenze tra la Cannabis proveniente dall’India (Indica) e quella europea (Sativa), denominando la nuova specie di Cannabis indica Lam. la pianta è caratterizzata da un altezza inferiore alla Sativa, una maggiore ramificazione, una corteccia più sottile, foglie più corte e larghe e la presenza di CBD molto più alta.

Differenze Cannabis Sativa e Indica. Immagine protetta da Copyright Tetralight.it

Differenze Cannabis Sativa e Indica. Immagine protetta da Copyright Tetralight.it

Negli ultimi anni sono stati eseguiti molti studi medici per comprendere quali sono i benefici del CBD e come utilizzarlo per curare alcune patologie, a seguito di tali studi si è riscontrato che il CBD è un ottimo alleato per curare le nevralgie, l’ansia, ma non solo perché il CBD viene impiegato anche come cura coadiuvante di patologie severe.

Cos’è il CBD

Il CBD è un principio attivo che si trova all’interno di entrambe le specie di cannabis, ma se ne trova in maniera più elevata nella Sativa. Il CBD non ha effetti allucinogeni e viene utilizzato per svariati scopi.

Gli effetti benefici del CBD:

  1. Analgesici;
  2. Antinfiammatori,
  3. Antiossidanti;
  4. Anticonvulsive;
  5. Sedativi;
  6. Contiene omega 3 e omega 6;
  7. Contiene vitamina E.

Questi sono solo alcuni degli effetti benefici che si possono riscontrare assumendo CBD, sono molte le persone che hanno scelto una via più naturale per alleviare i sintomi dell’emicrania e abbassare i livelli di ansia, senza ricorrere a farmaci tradizionali. Inoltre il CBD può essere integrato anche nell’alimentazione apportando vitamine e antiossidanti.

Per assumere il CBD ci sono vari modi, il più conosciuto è l’assunzione tramite l’olio di CBD. L’olio viene venduto in bottigliette di vetro con tanto di contagocce, infatti ne bastano 4 gocce un paio di volte al giorno per potere sentire gli effetti benefici di questo principio attivo.

Se preferite ci sono le capsule oppure i cristalli, che si possono sciogliere nelle bevande o essere disciolti nell’olio di oliva e utilizzati per condire le pietanze.

Il CBD è un ottimo alleato sia per la nostra salute che per la nostra belleza, infatti viene utilizzato anche per curare l’acne e ridare elasticità alla pelle secca.

Cos’è il THC

Il THC è sempre presente in entrambe le specie sia nella specie Sativa che Indica, ma con differenti concentrazioni. Nella cannabis legale la concentrazione di THC è molto bassa, al livello legale della concentrazione di THC può arrivare ad un massimo dello 0,6% se la percentuale aumenta non è più legale per lo stato italiano.

Il THC interagisce con i recettori cannabinoidi che sono presenti nel nostro encefalo, in questo modo tale sostanza reca effetti psicoattivi e alterazione spazio temporale, di certo non fa molto bene. Il THC a differenza del CBD porta il soggetto che lo assume ad avere un’intossicazione e a diventare dipendente da esso.

Gli effetti del THC:

  1. Ansia;
  2. Fame incontrollabile;
  3. Euforia;
  4. Rilassamento;
  5. Alterazioni percettive;
  6. Anti Tremore.

Cannabis e legge

Nel 2016 è uscita la normativa base con numero di Legge 242, in cui veniva definita la linea generale sul come coltivare la canapa e come produrre ed utilizzare i prodotti derivati.

Come si può coltivare la Canapa light:

  1. Si può coltivare il seme solo se certificato;
  2. Conservare la certificazione;
  3. La pianta deve avere una sorta di carta d’identità che permetta di conoscere le origini del seme;
  4. I prodotti derivati non possono avere una concentrazione di THC maggiore allo 0.5%.

Nel 2019 la corte di cassazione è intervenuta dichiarando che la maggior parte dei prodotti derivati dalla cannabis light non sono legali, solo i prodotti per la cosmesi, l’edilizia e le fibre tessili possono essere definiti come sicuri.

A seguire i Giudici della Corte Suprema hanno poi dichiarato che il fulcro della sicurezza oppure no, è la quantità di THC presente nei prodotti, se il livello rispetta i limiti imposti dalla legge allora tutti i prodotti derivati possono essere classificati come sicuri.

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