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giugno 15, 2018

Marijuana light il punto

coltivazione ak 47

coltivazione cannabis light ak 47

E’ ancora canapa mania

Un boom economico che dura ormai da diversi mesi e che, a parer nostro, non si esaurirà presto. Parliamo della cannabis light, ovviamente, dell’erba legale e del giro d’affari milionario che ruota intorno a questo mercato. La marijuana leggera, quella che non “stordisce” perchè contiene poco principio attivo (il THC sotto lo 0,6%). Centinaia le aziende che stanno entrando in questo nuovo mercato: coltivatori, grossisti, tabaccai, commercianti e venditori online cercano tutti di ritagliarsi uno spazio in questo promettente segmento economico.
Il fenomeno della Cannabis Light è esploso prepotente anche qui da noi in Italia e agricoltori e imprenditori stanno già al lavoro per sfruttare appieno questo trend di crescita legato alle infiorescenze e ai prodotti a base di CBD legale .

In pochi mesi abbiamo assistito al proliferare di coffee shop, negozi specializzati e negozi online che vendono infiorescenze marijuana light e derivati della canapa. Se in un primo momento le indicazioni di legge lasciavano spazio a libere interpretazioni, ora il Mipaaf (Ministero politiche agricole) ha sottolineato che è legale produrre e vendere infiorescenze di canapa purchè il limite di THC (la sostanza incriminata contenuta nei  fiori  di marijuana) sia inferiore allo 0,2%.
La vendita di infiorescenze è legale anche se non regolamentata. Diverso, invece, è il discorso relativo all’uso che si può fare di queste infiorescenze. La legge 242/2016 stabilisce che è assolutamente legale produrre canapa per uso tecnico, o da collezione e non per uso alimentare. Vale a dire che si può coltivare marijuana a basso contenuto psicotropo per molteplici usi (edilizio, cosmetico, tessile, etc, etc,) ma non per uso alimentare, per essere ingerito, inalato o, appunto, per combustione. La legge in questo è molto chiara, e la commercializzazione della cannabis light prevede appunto che questa sia venduta per essere collezionata oppure, al massimo, utilizzata come deodorante per armadi e cassetti.

Perché tanto successo della cannabis light

Il successo della marijuana light, in Italia, è davvero ai massimi livelli. Complice, forse, l’austero regime legislativo che fino ad oggi ha avvolto questo settore, oggi la morsa proibizionista sta cedendo il passo ad una visione più morbida e di libero mercato, e assistiamo ad una vera e propria “liberazione” di quell’importante settore economico che è l’industria della cannabis light.
In questo momento vi è una sorta di corsa all’oro nella quale i partecipanti sono numerosi. Piccoli e medi imprenditori entrano in questo mercato come coltivatori, mediatori, con attività al dettaglio e all’ingrosso, in franchising o come venditori online. Tanti quelli che stanno provando a ritagliarsi una fetta di questo promettente segmento economico, ed il tempo ci dirà in quanti ce l’avranno davvero fatta.
Per il momento ci basti pensare al trend di crescita fatto registrare dai coltivatori specializzati, i quali ormai sono oltre i 350 solo per quanto riguarda il mercato italiano. Per quanto concerne il prodotto, invece, si parla di oltre 25 tonnellate di infiorescenze di canapa prodotte nel 2017 e destinate al mercato della cannabis light.

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