Giamaica: Nella nazione simbolo la mancanza di cannabis fa calare economia

La nazione simbolo della cannabis, terra di palme e sole, consacrata da Bob Marley, ha subito un grosso calo dell’economia proprio per la mancanza della sua materia prima.

La Giamaica, che nel 2014 ha reso legale per prima la cannabis nelle Americhe, in questo momento si trova in difficoltà economica proprio per la mancanza della sua preziosa materia prima. 

Infatti le forti piogge di stagione, gli uragani che si sono registrati nello scorso anno, con a seguito una forte siccità, sommati alla pandemia globale, hanno portato ingenti danni agli agricoltori che coltivano la cannabis fuori dal sistema della legalità.

L’emergenza Covid ha obbligato a molte limitazioni nel paese, come il coprifuoco deciso dal governo dalle sei del pomeriggio fino all’alba, che ha impedito ai contadini illegali, la grande maggioranza di chi la produce, di poter raccogliere la cannabis nelle ore notturne e sfuggire così ai controlli della polizia.

Una combinazione di eventi, quindi, che ha messo in difficoltà anche il mercato della cannabis legale, nella nazione più celebre al mondo, madre della produzione, patria nell’immaginario collettivo dello spinello facile.

«È il momento peggiore di cui ho memoria, oltre che una vergogna culturale»

Le parole di Triston Thompson, dirigente di Tacaya, una società di consulenza dell’industria della cannabis legale.

Come detto, da circa 7 anni la marijuana in Giamaica è usata legalmente per uso personale, per quantità limitate, ed anche per qualsiasi scopo legato alla fede.

Oltre al reggae il Paese caraibico è anche famoso per il Rastafari, una fede religiosa nata negli anni trenta tra i contadini discendenti degli schiavi africani.

Per questi motivi chiunque, sulla famosa isola, può coltivare fino a cinque piantine nel proprio orto per consumo personale.

Mentre per i religiosi non si pongono limiti di uso, gli adepti infatti possono fumare quanto vogliono se si usa per scopi sacramentali, un’erba sacra utilissima per avvicinarsi a Dio secondo il movimento religioso.

 

Cannabis light Tetralight.it

Mercato Cannabis Light raddoppiato, ma c’è ancora margine di crescita

Il mercato durante quest’anno di pandemia è raddoppiato, ma i rivenditori del settore comunque si lamentano che le vendite sono state buone ma potevano essere addirittura migliori.

Infatti, come ha affermato luca Marola, fondatore di un grosso e-shop per il commercio della cannabis light, durante un intervista alle iene.it, il 2020 poteva essere l’anno d’oro della cannabis light, ma invece è stato un anno, secondo il suo giudizio, di occasioni perse.

Dichiarazioni un pò in controtendenza rispetto al giro d’affari del settore che da 150 milioni di euro di fatturato dell’anno precedente sarebbe passato a circa 300.

A supportare questa tesi ci sono comunque anche le parole dell’economista Davide Fortin, il quale afferma che i numeri potrebbero crescere ulteriormente creando oltre 30 mila posti di lavori in più se ci fosse un regolamentazione specifica e chiara del settore.

Come ad esempio nella vicina Svizzera dove, al momento, è legale acquistare, produrre e consumare prodotti derivanti dalla pianta Canapa Sativa come l’olio di CBD e la canapa light.

Questo soprattutto dovuto al fatto che il CBD, acronimo con cui ci si riferisce comunemente al cannabidiolo, è presente in quantità elevate e non presenta rischi di effetti psicotropi come invece succede con la cannabis illegale dove la fa da padrone l’altro cannabidiolo ossia il THC.

Bisogna comunque evidenziare che la legislazione Svizzera, essendo un paese extraeuropeo, prevede un approccio differente e molto più aperto verso quei prodotti derivanti dalla canapa come l’olio CBD se messi a confronto con le nostre normative europee.

Se infatti in Europa viene raccomandato agli stati nazionali di non far superare il limite dello 0,2% di THC contenuti nei prodotti CBD, nella vicina Svizzera questo limite viene alzato fino a un massimo dell’1%, quindi cinque volte superiore a quello previsto nella comunità europea.

In Inghilterra spopola un infuso a base di CBD

Sta riscuotendo un grande successo nel Queen’s Windsor Farm Shop nel Berkshire, negozio di proprietà della Casa Reale che vende prodotti delle proprietà reali e di altri fornitori, un infuso a base di cannabis legale, nello specifico CBD, approvato dalla casa reale stessa.

In Inghilterra il CBD è legale, l’infuso, contenente appunto estratti di cannabis, viene prodotto dall’azienda Trip e venduto in lattine da 250 ml al costo di circa 3 euro, in 4 gusti differenti.

Questa bevanda contiene 15 mg di cannabidiolo (CBD) ed è disponibile nei seguenti gusti: pesca, zenzero, fiori di sambuco e menta.

Il CBD, come è risaputo, non ha l’effetto “sballo” tipico dell’altro cannabidiolo presente nella cannabis il THC, ma ha effetti rilassanti ed in alcuni casi utilizzato per fini curativi.

”Le bevande sono abbastanza stravaganti e molto insolite per un negozio di proprietà della regina”.

“Le lattine si stanno esaurendo velocemente. Le persone ne acquistano circa sette o otto alla volta.

Il negozio ha iniziato a rifornirsi alcuni mesi fa ed è diventato molto popolare”.

Alcune delle voci riportate da quotidiani inglesi.

La società produttrice Trip, sul suo portale web, dichiara che la bevanda alla pesca e allo zenzero è per godersi bei momenti senza sensi di colpa, e che tra i vantaggi che ci sono, grazie alla presenza di CDB, c’è quello che sembra che doni lucidità alla mente e equilibrio al corpo.

Il CBD, secondo molti studi effettuati, infatti può aiutare a sentirsi meno stressati e ansiosi, più produttivi e creativi.

Il CBD è l’ultimo trend che va per la maggiore nel Regno Unito per salute, cibo e bellezza.

Nei supermercati non è difficile trovare caffè, creme idratanti, gel antidolorifici ed altri prodotti tutti a base di CBD.

 

Amsterdam: In futuro niente più coffee shop per i turisti?

Niente più coffee-shop per i turisti stranieri, una decisione che la città di Amsterdam vuole prendere per il futuro sta facendo molto discutere.

La PPS e i vertici della polizia, in una lettera recapitata al sindaco Femke Halsema, hanno fatto richiesta che nel prossimo futuro l’entrata in questi famosi locali, dove è possibile acquistare e  consumare la cannabis, sia autorizzato solo a persone di nazionalità olandesi.

Troppi, secondo gli autori della lettera, i legami con la criminalità organizzata.

Infatti il forte afflusso di turisti, prima della pandemia ma anche in quantità molto minore adesso, che acquistavano o acquistano cannabis è attrazione molto forte per spacciatori di droghe pesanti e altre forme di criminalità.

«Amsterdam è una città internazionale e desideriamo attirare i turisti per la sua ricchezza, la sua bellezza e le sue istituzioni culturali»

Questo quanto dichiarato dalla sindaca, esponente del partito dei Verdi.

Dopo il ricevimento della lettera, quindi, il sindaco ha sottoposto al consiglio comunale una proposta di legge che impedisca ai turisti di acquistare cannabis nei coffee shop della città.

In base ad uno studio del Global Drug Policy Program, la legalizzazione, che è stata introdotta nel paese nel 1976, ha portato una riduzione nei reati legati all’utilizzo di stupefacenti.

Sotto l’aspetto tecnivo la cannabis è illegale nei Paesi Bassi e la produzione rimane illegale, ma il possesso, al di sotto dei 5 gr., è stato depenalizzato proprio nel 1976.

Comunque Amsterdam non sarebbe la prima città olandese dove sono presenti certe limitazioni.

Infatti leggi simili sono già state introdotte in altre città come Maastricht e Den Bosch, dove la cittadinanza ha dimostrato le sue lamentale per il numero crescente di turisti che provenivo da altri stati europei, Germania e Francia in primis, per fumare la cannabis.

Bisognerà aspettare mesi prima che questa proposta di legge entri in vigore, difficilmente sarà prima del 2022, anche per dar modo ai proprietari di questi negozi di adattarsi alle nuove regole.

Il reparto economico comunque potrebbe subire un duro colpo dato che, oltre il 60% dei turisti, secondo molti studi, visita la città di Amsterdam proprio per la presenza di questi luoghi e la possibilità di utilizzare cannabis liberamente.

Cannabis light: mercato in espansione in Italia

A prima vista l’impresa della cannabis legale, ossia della marujana nel suo formato light, può apparire un commercio singolare/originale, ma chi sceglie questa prospettiva di mercato ha comunque la possibilità di avvalersi di un’opportunità molto interessante.

La cannabis light è un bene di origine naturale estratto dai fiori di genere femminile delle piante di canapa, questi estratti hanno un livello molto basso di THC e delle sue proprietà allucinogene.

Questa canapa non può essere classificata o giudicata una droga, in quanto non altera assolutamente la psiche e la coscienza, ma in alcuni casi supporta l’organismo umano nel contrastare determinati problemi legati a patologie di diverso tipo.

L’innovazione scientifica, abbinata a nuove metodologie di coltivazione, ha dato origine a un tipo di pianta che non ha proprietà droganti, ma in alcuni casi soltanto curative.

Cannabis Light in Italia

La cannabis ottenuta da questo tipo di canapa è un prodotto oggi molto ricercato sul mercato, grazie alla sua composizione naturale ricca di cannabidiolo CBD.

Questo elemento ha la caratteristica di rilassare e alleviare molti disturbi, sia di carattere psicosomatico che di carattere materiale e fisico.

Poter coltivare la canapa light in Italia, come commercio legale, è stato introdotto con una legge varata nel 2016, la 242/16.

Avviare la carriera di venditore di canapa light quindi può essere una maniera valida per far partire un’attività redditizia.

Si può scegliere la tipologia di commercio, ossia scegliere apertura di un negozio on-line, oppure indirizzarsi per un negozio fisico.

I canali per acquistare canapa all’ingrosso sono diversi, rivenderla la stessa a prezzi lievemente piu alti a quelli di acquisto potrebbe essere una valida alternativa ad altri tipologie di lavoro.

Per diventare rivenditori non occorre essere in possesso di specifici titoli di studio o certificazioni,  permessi, occorrono le stesse procedure che si usano per aprire una qualsiasi altra attività commerciale.

Per finire come valutazione e decisione bisogna essere sicuri se è piu opportuno avere un vero e proprio negozio fisico oppure gestire un negozio on-line.

Durante la partenza di un’attività di questo tipo bisogna adeguarsi a tutte le norme di sicurezza, alle norme igieniche, come ad esempio alla vendita del prodotto con confezioni sigillate ermeticamente.

Quindi, quando avremo fatto tutti questi step, saremo pronti per acquistare canapa light all’ingrosso e a rivenderla.

Importante è anche ricordare che questo tipo di pianta a basso contenuto di THC ha delle proprietà curative e mediche apprezzabili.

Il CBD è un antibatterico, aiuta a proteggere il sistema neurovegetativo umano, ha un effetto rasserenante,  è un antidepressivo, antidolorifico, è un anticonvulsivo e un antispastico.

In una sola pianta quindi si trovano notevoli benefici.

Gli effetti benefici del CBD della cannabis light

La cannabis light sta diventando sempre più familiare grazie all’apertura di negozi dedicati e all’aumentare della proposta sul web.

Questo è dovuto sopratutto alla alta concentrazione di CBD dei prodotti che, secondo molti studi, hanno degli effetti benefici che caratterizzano tale sostanza.

Ad esempio, alimenti che hanno presenza di CBD producono un effetto benefico per la flora intestinale dal momento che questa sostanza è una fonte preziosa di proteine, di fibre e di omega3.

Tuttavia è sempre meglio moderare le quantità di assunzione, come consigliato dagli esperti del settore.

Dove comprare la cannabis light sul web

Negli e-commerce come il nostro, in vendita, si trovano prodotti a base di CBD e di canapa al 100% legali, utili per il benessere della mente e del corpo.

Anche in campo medico il CBD si può usare con buone probabilità di una certa efficacia rispetto a vari disturbi.

Nel campo medico non si parla di sostanza ricreativa, la cannabis legale è oggetto di numerose ricerche di carattere scientifico che hanno l’obiettivo, non solo di scoprire le proprietà della cannabis, ma anche di favorire un miglior utilizzo delle stesse.

Il CBD, da i risultati di molti studi, è in grado di produrre effetti analgesici, e quindi di alleviare il dolore, andando ad agire sul recettore CB1 presente già nel corpo umano.

Chi assume CBD può giovarsi delle sue proprietà anticonvulsivanti e diminuire la sensazione di nausea, molte persone se ne servono per sfruttare gli effetti antinfiammatori con cui è possibile attenuare i dolori cronici.

Alcune ricerche in svolgimento presso l’Istituto Europeo di Oncologia hanno l’obbiettivo di accrescere l’uso del CBD in molti altri campi oltre a quelli per i quali viene sfruttato adesso.

Che cos’è la cannabis legale

La cannabis light viene ottenuta dalla pianta di Canapa Sativa, e in particolare dalle sue infiorescenze femminili.

Ad essere selezionate sono varietà che hanno un livello basso di THC e una concentrazione di CBD più elevata.

Questo permette di capire che la cannabis legale non è in alcun modo una sostanza stupefacente, a condizione che la concentrazione di THC non superi lo 0.05%.

A prima vista, dal punto di vista estetico, tra la cannabis illegale e quella legale non si notano particolari differenze, per questo c’è bisogno, appunto, di ricorrere ad esami chimici specifici per scoprire l’effettivo livello di concentrazione del CBD e del THC.

È bene ricordare che la cannabis terapeutica e quella light sono due prodotti diversi.

La cannabis terapeutica può essere acquistata unicamente sotto prescrizione medica, dato che ha una concentrazione di THC che di solito va da un minimo del 7 a un massimo del 22%.

Il CBD e il THC sono solo due dei circa ottanta cannabinoidi presenti nella cannabis.

Chi consuma cannabis illegale, solitamente, predilige il cannabinoide THC, proprio dovuto agli effetti psicoattivi che fa scaturire.

Questi effetti rendono appunto la cannabis illegale in diversi Paesi.

L’azione del THC si sviluppa attraverso il rilascio di dopamina, che è noto per essere l’ormone dell’euforia.

Naturalmente la consistenza degli effetti cambia a seconda del livello di concentrazione della sostanza stessa.

Ricerche per combattere Covid-19 con la Cannabis

Trovare soluzioni utili per la lotta contro il Coronavirus, questa è una delle cose che più si cerca in questo momento.

Per questo anche la cannabis light viene studiata a questo scopo.

In base alle ricerche ed esperimenti effettuati ed in fase di svolgimento, due ricercatori canadesi espongono una teoria in cui potrebbe esserci una speciale varietà di cannabis con il potenziale per diventare strumento prezioso nella lotta contro il Covid-19.

Olga e Igor Kovalchuck, questi i nomi dei due ricercatori,  in questi anni hanno sviluppato e testato un nuovo ceppo di cannabis, con l’intenzione di creare una varietà che sia d’aiuto per combattere sia il cancro che le infiammazioni.

Dopo l’inizio della pandemia globale, vista la situazione, hanno dirottato i propri esperimenti verso un possibile utilizzo contro il Coronavirus.

Questa ricerca è stata pubblicata della rivista medica online Preprints.

Dopo aver studiato ricerche su cannabis e Covid effettuate da altri scienziati, i due hanno teorizzato che una varietà di cannabis speciale potrebbe impedire, potenzialmente, al patogeno di entrare nel corpo di un individuo.

“Simile ad altri patogeni respiratori, il SARS-CoV2 viene trasmesso attraverso goccioline respiratorie, con forte aggressività. Utilizza l’ingresso mediato dal recettore nell’ospite umano attraverso l’enzima II di conversione dell’angiotensina (ACE2) che si esprime nel tessuto polmonare, nonché nella mucosa orale e nasale, nei reni, nei testicoli e nel tratto gastrointestinale.

La modulazione dei livelli di ACE2 in questi tessuti ricettivi può rivelarsi una strategia plausibile per ridurre la suscettibilità alla malattia“.

Quindi tutto si basa e dipende dai recettori ACE2 del nostro organismo, che funzionano come porte d’entrata per il Covid-19.

Secondo il lavoro dei 2 ricercatori, la cannabis sarebbe utilizzata per abbassare il livello di espressione del gene ACE2, permettendo cosi di  chiudere momentaneamente le porte al Covid-19.
Oltre a questo è anche plausibile che questa varietà possa essere utilizzato per impedire al virus di espandersi una volta che è già entrato nel sistema di qualcuno.

“La cannabis sativa, in particolare quella alta nel cannabidiolo cannabinoide antinfiammatorio (CBD), è stata proposta per modulare l’espressione genica e l’infiammazione, nutrendo proprietà antitumorali e antinfiammatorie.

Lavorando sotto la licenza di ricerca di Health Canada, abbiamo sviluppato oltre 800 nuove linee ed estratti di Cannabis sativa. Questo ci ha permesso di ipotizzare che gli estratti di sativa di CBD ad alto contenuto, possano essere utilizzati per modulare l’espressione di ACE2 nei tessuti target di COVID-19“.

Queste alcune citazioni della ricerca pubblicata.

Come detto, al momento attuale è ancora una teoria piuttosto che un fatto compiuto, ma in qualche modo offre qualche barlume di speranza in più per il futuro augurandosi che, in caso di successo delle sperimentazioni, la terapia possa essere resa disponibile in un breve arco temporale.

Kompolti

Varietà Kompolti

Foglie di Cannabis Sativa L. Kompolti

La Kompolti è una varietà di canapa di tipo Dioico (Cannabis sativa L.), di matrice ungherese e regolarmente coltivata in ambito comunitario per scopi industriali, nutraceutici e manifatturieri.
È la più conosciuta tra le varietà di canapa provenienti dai laboratori di ricerca agraria dell’Ungheria, e si tratta di una genetica creata in laboratorio al termine di esperimenti e selezioni durate per oltre 2 decenni.

Un lavoro di selezione attento e scrupoloso su genetiche di origine asiatiche, ungheresi e forse anche italiane, il quale ha dato come risultato questa robusta varietà che ben si adatta alle diversità ambientali. Riconosciuta ufficialmente come seme idoneo alla riproduzione nel 1955, oggi questa varietà ungherese è tra le migliori genetiche del panorama internazionale della cannabis.

Negli anni ’70 l’obiettivo dei ricercatori ungheresi era quello di ottenere una varietà di canapa particolarmente resistente e adatta quindi alla produzione di materiale fibroso, tessile e da biomassa in ambienti particolarmente freddi. Oggi oggi la Kompolti è tra le varietà di canapa con basso contenuto di THC tra quelle maggiormente coltivate per ottenerne infiorescenze di marijuana light di ottimo livello. Tra tutte le varietà che è legale produrre e coltivare liberamente, la Kompolti è tra quelle che garantisce alti quantitativi di piante e di infiorescenze a basso livello di THC.

Da Nord a Sud europa molti coltivatori di canapa scelgono di mettere a dimora i semi di Kompolti per la produzione di infiorescenze. In Italia, storicamente, questa varietà è sempre stata coltivata nella provincia di Bologna e Ferrara. Se coltivata in condizioni ottimali, la Kompolti cresce anche fino ai 3,5 metri di altezza; lo stesso seme se coltivato al chiuso (indoor) offrirà un prodotto con minor resa ma qualitativamente migliore. L’elevata concentrazione del cannabidiolo CBD, ed il basso livello di THC (delta-9-tetraidrocannabinolo ), rendono questa varietà un “must” per chi è alla ricerca di infiorescenze di marijuana leggera equilibrate e profumate.

Coltivare la Kompolti

Coltivare la Kompolti indoor è una pratica non particolarmente difficile; la cosa importante, quando si sceglie di coltivare marijuana light con il sistema del “fai da te”, è quella di non far mai mancare alle piante luce ed acqua. A differenza che nelle coltivazioni outdoor, chi sceglie di coltivare Kompolti indoor deve garantire alle piante un’assistenza giornaliera e comunque più attenta e scrupolosa.

La Kompolti è una pianta le cui foglie essiccate conservano per molto tempo le caratteristiche fragranze olfattive. Il profumo della Kompolti è particolarmente “rotondo”, pungente, intenso. Il tipico bouquet aromatico è quello  caratteristico delle varietà di canapa ad elevata concentrazione di terpeni e di oli essenziali.
La presenza di numerosi terpeni (oli essenziali) quali l’Ocimene, il Beta mircene, il Guaiacolo e quantità rilevanti del Beta carofillene, determinano nella Kompolti una struttura particolarmente resinosa e profumata.

Informazioni aggiuntive sulla Cannabis Sativa L. Kompolti

La Kompolti é una pianta la cui struttura vegetativa presenta foglie sottili e leggermente nervate, di colore verde acceso. Il tempo periodo di riproduzione è di circa 150-160 giorni.
La resa per ettaro è tra le più significative: 7/8 t. Il contenuto di THC è molto basso: da 0,1 a 0,15%. La varietà è nell’elenco di razza UE.

Elenco caratteristiche della varietà di canapa Kompolti

Genotipo: Dioica
Produzione: indoor e Outdoor
Adattabilità al clima: Europa settentrionale, centro-meridionale. Adattabilità alle diverse condizioni ambientali. Utile per la produzione di biomassa, fiori e olio.
Ciclo Vegetativo: 150/160 giorni
Altezza piante: 2,6 – 4 metri
Fioritura: Agosto/Settembre
Produzione infiorescenze: max 0,2-0,3 kg/mq
THC: < 0,6 %
CBD: fino al 9 %

Cannabis light: rischi e precauzioni

Anche se in forma blanda, la cannabis light contiene pur sempre una ridotta percentuale di THC (il principio attivo che annebbia i sensi) che potrebbe far correre qualche fastidio a chi trovato in suo possesso. Detto questo, riteniamo non vi siano rischi e controindicazioni particolari dal punto di vista legale, anche nei casi in cui l’acquisto e la detenzione di marijuana leggera avvenga per uso ricreativo e non per uso tecnico come consigliato sulle confezioni, ma semmai alcuni rischi collegati alla detenzione. Alcune importanti controindicazioni circa la cannabis light, infatti, riguardano non tanto l’uso e gli effetti che questa provoca sull’organismo, bensì la detenzione. Andiamo per ordine. Le tre cose da tenere a mente della marijuana leggera sono: la marijuana light è legale perché ha poco THC (sotto lo 0,6%), la si compra legalmente nei negozi online o nei smart shop, si colleziona e non si fuma (la legge dice che si può comprare solo per uso tecnico e non ricreativo).

La cannabis light è uguale alla marijuana classica ?

Al tatto, all’olfatto,le infiorescenze essiccate di cannabis light sono uguali in tutto e per tutto a quelle della marijuana tradizionale. Ecco allora dove potrebbe nascere l’equivoco (problema). Ad un controllo di Polizia, alla frontiera o nelle strade, l’Autorità potrebbe facilmente scambiare la marijuana legale in nostro possesso con la marijuana del tipo illegale, quella con THC oltre il consentito (0,6%). A prima vista la marijuana legale (la cannabis light) è facilmente scambiabile per la marijuana classica, ed ecco allora dove cominciano i problemi. Come dimostrare che si tratta di cannabis legale e non, al contrario, di quella illegale? Per stare tranquilli e non correre alcun tipo di rischio, è bene acquistare la marijuana light in siti internet o negozi qualificati e possibilmente portare sempre confezioni sigillate, lo scontrino o la ricevuta di dove si è acquistato il prodotto. Nel momento in cui la composizione chimica del prodotto è evidenziabile soltanto dopo specifiche analisi di laboratorio, potrebbe succedere che ci venga sequestrato il prodotto in attesa di ulteriori analisi da parte delle autorità. Questo, al momento, è l’unico rischio legato al possesso di marijuana leggera, quello appunto di essere fermati dalla polizia e dover dimostrare che non si tratta di una sostanza stupefacente ma di un prodotto 100% legale.

Ci  sono rischi all’uso di cannabis light ?

In definitiva possiamo dire che la cannabis light non ha specifiche controindicazioni, e che il suo utilizzo/possesso non comporta alcun rischio per le persone se non quello, momentaneo, di vedersi sequestrare la merce in attesa delle dovute analisi di laboratorio. Sebbene non si abbiano notizie di sequestri per piccole quantità di canapa light, la cronaca ha già fatto registrare diversi casi in cui dei negozianti venditori di marijuana light si sono visti sequestrare importanti quantitativi di prodotto in attesa di accertamenti più approfonditi da parte dell’autorità giudiziaria.

Cannabis light dove si compra ?

Al momento quello della cannabis light, è un mercato dalle potenzialità di crescita sbalorditive. La cannabis light in Italia si può comprare  compiuti i 18 anni di età, e la si può coltivare tranquillamente anche senza bisogno di autorizzazione. Per l’acquisto di confezioni al dettaglio o all’ingrosso si possono consultare e comparare i tanti siti internet che vendono marijuana light oppure entrare in uno dei tanti negozi specializzati aperti in franchising.
L’acquisto su internet è forse il modo più semplice e veloce per effettuare comparazione di prezzi e prodotti. Online si possono comprare ottime qualità di cannabis light a prezzi ragionevoli, confezioni singole o quantitativi maggiori destinati ai grossisti o commercianti. La privacy dei clienti è garantita per legge ed i prodotti da noi venduti, vengono spediti garantendo l’assoluto anonimato.